Immaginazione, intuizioni e inquadrature: mi racconti una storia?

Foto: su un sentiero in Trentino Alto Adige


Vi siete mai chiesti... cos'è una storia?
È un'emozione che stabilisce una connessione con il pubblico.

Boom. 
Roba forte, vero?

Le grandi storie hanno un potere enorme: agganciano in modo talmente coinvolgente le persone da materializzarsi prima nella loro mente e poi a volte nella realtà, fornendo ad esempio insegnamenti, spunti di riflessione e cambiamento, nuove idee e prospettive a cui non si era pensato, addirittura nuovi trend e così via.

Sul tema del potere dell'immaginazione esiste una lunga lista di teorie e pareri che però confluiscono tutte in un unico punto: pare che tutto quello che immaginiamo, o siamo stimolati a immaginare, può effettivamente trasformarsi in realtà. 
Ne erano convinti Picasso e Walt Disney che incredibilmente pronunciarono frasi molto simili: al "se puoi immaginarlo, è reale" dell'artista spagnolo fa eco il "se puoi immaginarlo, puoi farlo" dell'imprenditore-disegnatore.
Così come Florence Scovel Shinn - illustratrice, scrittrice e artista statunitense, tra gli esponenti più importanti della corrente del Pensiero Positivo - invita a conoscere se stessi e ad addestrare la propria immaginazione, in quanto ciò che l'uomo immagina prima o poi si concretizza nella realtà, contribuendo a determinare quello che lei definisce il "gioco della vita".

E, su questo concetto, si basa anche il processo creativo: si parte da qualcosa che prima è solo immaginato e che poi viene "tradotto" in una soluzione nuova, a cui infine gli viene data una forma concreta. 
In questo senso ad esempio lo scrittore è una sorta di "mago" che, nel momento in cui fissa il racconto sul foglio, è capace di dare corpo e materia a pensieri e parole.
In altre parole, dà forma alla sua immaginazione.

Ma tutto questo come si traduce in un'emozione in grado di diventare reale e arrivare dritta al cuore del pubblico?

La risposta che mi sono data risiede in tre parole.
Stop. Look. Go.

Un metodo tanto semplice quanto interessante che, come ha teorizzato il monaco benedettino David Steindl Rast, serve non solo a vivere il presente con gratitudine (e quindi a scoprire la vera felicità), ma anche a supportare il processo creativo.

Prendendo dunque "in prestito" gli insegnamenti di Padre David, ho provato a tradurli in un allenamento potenzialmente utile a scrittori e copywriter.

1 · Stop significa fermarsi e prendere le distanze da tutto per liberare l'immaginazione, ovvero la capacità di vedere oltre, di vedere lontano.

2 · Look significa osservare cambiando punto di vista per arrivare all'intuizione (insight) di quel gancio emotivo capace di intercettare un pubblico che vuole identificarsi in un determinato immaginario (aspiration).

3 · Go significa agire proponendo qualcosa di inedito e "incorniciando" un messaggio (framing) per renderlo emozionalmente unico, un po' come avviene per le opere d'arte.

Stop. Look. Go.
Tre semplici parole che, se associate a qualunque ambito della vita, hanno il potere di aiutarci a rallentare, a guardare dove stiamo andando e a cogliere meravigliose opportunità.

Gli insegnamenti di Padre David sono diventati un TED Talk. 
Prendersi qualche minuto per guardarlo è davvero una bella opportunità.


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